bar219.gif (5362 byte) piccola storia ignobile | ManuBarahunda!

martedì, 23 ottobre 2007, ore 19:39

 

Questa è la mia vita

Se ho bisogno te lo dico

Sono io che guido

Io che vado fuori strada

Sempre io che pago

Non è mai successo

Che pagassero per me

Questa è la mia vita

Se entri chiedimi il permesso

Portami una gita

Fammi ridere di gusto

Porta la tua vita

Che vediamo che succede

A mescolarle un po'

E ora che ci sei

Dato che ci sei

Fammi fare un giro

Su chi non sono stato mai

Dato che ci sei

Come io vorrei

Questa è la mia vita

Sono quello che ci pensa

Porta un paio d'ore

Una notte bella densa

Trattamela bene

Che al momento è solo questa

E poi.. vedremo poi

Questa è la mia vita

Certi giorni non si batte

Certi altri meno

E' così che va per tutti

Certi giorni è poca

Certi giorni sembra troppa

E invece non lo è mai

E ora che ci sei

Dato che ci sei

Fammi fare un giro

Su chi non sono stato mai

Dato che ci sei

Come io vorrei

Questa è la mia vita

Tieniteli tu i consigli

Io non l'ho capita

Figurati se tu fai meglio

Porta la tua vita

E vediamo che succede

A mescolarle un po'

E ora che ci sei

Dato che ci sei

Fammi fare un giro

Su chi non sono stato mai

Dato che ci sei

Come io vorrei

manubarahunda
giovedì, 10 maggio 2007, ore 21:54

Se ti vuoi
fidare davvero di me
Fallo fino in fondo
Oh, fino in fondo.
Fatti piu' vicina
Regalami il tuo sogno
Regalami il tuo sogno
te lo custodir
ò

te lo conserver
ò

finch
è
ne avrai bisogno
Regalami il tuo sogno.
Guardami negli occhi
deciderai poi
se aver paura
Regalami il tuo sogno
Regalami il tuo sogno
te lo conserver
ò

te lo custodir
ò

finch
è ne avrai bisogno

manubarahunda
sabato, 05 maggio 2007, ore 19:42

RinoGaetano

E al mattino al mio risveglio cerco in cielo gli aironi
e il profumo bianco del giglio
cerco in tutte le canzoni e in un passero sul ramo
uno spunto per la rivoluzione
cerco il filo di un ricamo
un accordo in la minore
per gridare forte t'amo

se ho degli attimi di rancore cerco te e la tua bocca
nei tuoi occhi trovo amore
cerco la mia malattia in un bar e nelle carte
la mia dannata periferia
cerco gli occhi di chi parte
di chi si ferma e chi va in fretta
la sincerità nell'arte
cerco il punk in una lametta la felicità ed il dolore
nel fumo di una sigaretta
se ho degli attimi di rancore cerco te e la tua bocca
nei tuoi occhi trovo amore

Rino Gaetano

 

 

manubarahunda
sabato, 05 maggio 2007, ore 15:09

Muro
manubarahunda
martedì, 17 aprile 2007, ore 22:40

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Neruda

 

 

pizzo_2005 

manubarahunda
lunedì, 16 aprile 2007, ore 23:29

Voglio un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s'affacci a rispondere
voglio svegliarmi quando voglio
da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui
ogni volta che io ne ho bisogno


voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere

voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio il tempo libero
si ma libero proprio ogni attimo
e alzare il minimo
con la vita che mi fa il solletico
voglio restare sempre sveglio
con tutti i miei sogni
voglio tornare vergine
ogni volta che io ce n'ho voglia


voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere

voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho
voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può
voglio un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo
un mondo facile
che paga lui e vuole fare lo splendido
voglio non dire mai "è tardi"
oppure "peccato"
voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato


voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere

voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho

voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può

Luciano Ligabue

Altalena

manubarahunda
sabato, 14 aprile 2007, ore 13:41

crisi

 

 

 

È più facile imparare la meccanica che la psicologia maschile: una moto puoi sempre arrivare a conoscerla a fondo, un uomo mai, mai, e poi mai..


(Donne sull'orlo di una crisi di nervi)

 

manubarahunda
giovedì, 12 aprile 2007, ore 20:36

Ma perché, improvvisamente, mi fermo?

Perché guardo fisso davanti a me, come vedessi qualcosa?

Mentre non c’è nulla di nuovo oltre l’orizzonte oscuro,

che si disegna infinitamente diverso e uguale,

contro il cielo azzurro di questo luogo

immaginato dalla mia povera cultura?

Perché, fuori dalla mia volontà,

la mia faccia mi si contrae, le vene

del collo misi gonfiano,

gli occhi mi si empiono di una luce infuocata?

E perché l’urlo, che, dopo qualche istante,

mi esce furente dalla gola,

non aggiunge nulla all’ambiguità che finora

ha dominato questo mio andare nel deserto?

È impossibile dire che razza di urlo

sia il mio: è vero che è terribile

- tanto da sfigurarmi i lineamenti

rendendoli simili alle fauci di una bestia –

ma è anche, in qualche modo, gioioso,

tanto da ridurmi come un bambino.

È un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno

o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo.

È un urlo che vuol far sapere,

in questo luogo disabitato, che io esisto,

oppure, che non soltanto esisto,

ma che so. È un urlo

in cui in fondo all’ansia

si sente qualche vile accento di speranza;

oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda,

dentro a cui risuona, pura, la disperazione.

Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa

questo mio urlo voglia significare,

esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.

 

Pier Paolo Pasolini

pasolini

La morte non è

nel non poter comunicare

ma nel non poter essere più compresi.

 

manubarahunda
martedì, 10 aprile 2007, ore 19:13

Io ti amo

e se non ti basta

ruberò le stelle al cielo

per farne ghirlanda

e il cielo vuoto

non si lamenterà di ciò che ha perso

che la tua bellezza sola

riempirà l'universo

 

Io ti amo

e se non ti basta

vuoterò il mare

e tutte le perle verrò a portare

davanti a te

e il mare non piangerà

di questo sgarbo

che onde a mille, e sirene

non hanno l'incanto

di un solo tuo sguardo

 

Io ti amo

e se non ti basta

solleverò i vulcani

e il loro fuoco metterò

nelle tue mani, e sarà ghiaccio

per il bruciare delle mie passioni

 

Io ti amo

e se non ti basta

anche le nuvole catturerò

e te le porterò domate

e su te piover dovranno

quando d'estate

per il caldo non dormi

 

E se non ti basta

perché il tempo si fermi

fermerò i pianeti in volo

e se non ti basta

vaffanculo

                                                                                                                                              stefano benni

erba

manubarahunda
martedì, 10 aprile 2007, ore 18:21

io

 

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

ikmet

manubarahunda
venerdì, 06 aprile 2007, ore 23:12

Orso_brunommmm… caro Lettore….. ho analizzato in vari modi la strana persona che sei: inavvicinabile, burbera, solitaria. Sei proprio un orso. Un orso bruno.

”L’orso bruno è un animale solitario e vaga per il suo territorio dalla primavera all’autunno. A parte l’uomo, non ha nemici fra le altre creature, in quanto evita gli animali che non può cacciare. Durante i mesi freddi, l’orso bruno va in letargo in grotte o in tane sotterranee, dove può vivere grazie alle riserve di grasso accumulate durante il periodo di riposo. Gli orsi sono essenzialmente animali solitari

Ti rivedi nella descrizione????????????

manubarahunda
mercoledì, 04 aprile 2007, ore 21:31

peanuts

Dal “Diario di Viaggio” 1949 (Un mondo battuto dal vento)

 

Sento di essere l’unica persona al mondo che non conosce la sensazione di calma insolenza, quindi sono l’unico folle al mondo, l’unico pesce fuor d’acqua. Tutti gli altri sono assolutamente soddisfatti della vita così com’è. Io no. Voglio la pura comprensione e poi la vita, così com’è.

 

DECIDERO’ IO STESSO COSA FARE DELLA MIA VITA, ANCHE SE BRUCERO’ NEL PROVARCI

 

Nel frattempo mi stupisco continuamente del fatto che le persone non si amino. Come fanno?

E’ chiaro che dovrei sbrigarmi a morire. Non c’è posto per me a questo mondo. Nessuno sa amare. Nessuno ama. Questo è il lato oscuro dell’amore. E non sopporto la disperazione, proprio come non posso respirare quando non c’è aria. Ora devo cambiare o morire.

 

Non parlatemi della vita pura e semplice: sono cavolate pure e semplici.

 

La vita non è abbastanza. Allora cosa voglio? Voglio una decisione per l’eternità, qualcosa da scegliere e da cui non mi allontanerò mai, in nessuna oscura esistenza o qualunque altra cosa accada. E qual è questa decisione? Un qualche tipo di febbre della comprensione, un’illuminazione, un amore che andrà oltre, trascenderà questa vita verso nuove esistenze, una visione seria, finale e immutabile dell’universo. Questo è ciò che intendo quando dico che “voglio degli Occhi”* (*citazione da Allen Ginsberg). Perché dovrei volere tutto questo? Perché qui sulla terra non c’è abbastanza da desiderare, o meglio, qui non esiste una singola cosa che io voglia. Perché non voglio la vita terrena? Perché non mi basta? Perché non mi illumina l’anima, non mi riempie il cervello di eccitazione e non mi fa piangere mai di felicità. Perché vuoi provare queste cose? Perché la ragione e le questioni di fatto, la scienza e la verità non me le fanno provare e non mi conducono verso l’eternità, anzi, mi soffocano come l’aria viziata, stantia.

                                                                                                           j.k.

manubarahunda
lunedì, 02 aprile 2007, ore 21:55

Supponiamo noi due

un amore nulla più
supponiamo un amore fiore
che non voglio che vuoi tu
solo davanti a un bicchiere
mi aspetteresti la sera
supponendo un amore

che non voglio che vuoi tu ?
Supponiamo un mattino
tu ti alzi e ami me
e che il tempo non passi
che non vivi senza me
tra tanta gente diversa
ritroveresti te stessa
supponendo che sola

tu non vivi senza me ?
Supponiamo è gia tardi
devo andare ma non vuoi
supponiamo che cerchino
il mio viso gli occhi tuoi
arrossiresti nel viso
se mi rubassi un sorriso
supponendo che in fondo
ciò che conta siamo noi ?
Amore ciliegio
supponiamo dei giorni, inventare i ricordi
supponiamo un amore una volta soltanto
un amore che vuoi tu
Supponiamo una stanza
tu mi aspetti gia da un po'
il telefono squilla
dico forse non verrò
sapresti tacere il dolore
e non portarmi rancore
supponiamo che soffri
perché amore non ti do?

Rino Gaetano

 

manubarahunda
giovedì, 22 marzo 2007, ore 22:33

Sono una stella del firmamento

Che osserva il mondo, disprezza il mondo

E si consuma nel proprio ardore.

 

Io sono il mare di notte in tempesta

Il mare urlante che accumula nuovi

Peccati e agli antichi rende mercede.

 

Sono dal vostro mondo esiliato

Di superbia educato, dalla superbia frodato,

io sono il re senza corona.

 

Son la passione senza parole

Senza pietre del focolare, senz’arma della guerra,

è la mia stessa forza che mi ammala.

 

Hermann Hesse

 

manubarahunda
mercoledì, 14 marzo 2007, ore 22:43

Dunque…….sto riflettendo sull’universo.
Ok, forse è meglio se me ne vado a dormire. Il pensiero è sempre buttato e incidentato sullo stesso soggetto. Scarseggio di fantasia in questo. Come ogni sera dedico al mio Lettore l’ultimo pensiero del giorno che finisce e domani, come ogni mattina, gli rivolgerò il primo pensiero del nuovo giorno che inizia (come minimo domani mattina pioverà a dirotto).
Ecco il pensiero di questa bella giornata che si conclude qui:
VAFFANCULO. 
Sono talmente arrabbiata che non sono capace di esprimermi con parole “normali” (cioè non frasi tipiche di uno scaricatore di porto). Non voglio rischiare di scrivere il manuale del bestemmiatore. In questo momento non riesco a mettere insieme i pensieri con un ordine logico, quindi è meglio che chiudo la baracca e salgo sul mio castello (letto…a castello) e faccio sbollire la rabbia con una bella dormita. Va bhe. Niente è meglio di un buon libro per calmare un po’ i nervi. Mi butto 10 minuti nella lettura di Amos Oz, mi faccio qualche paginetta e poi via……..nel mondo dei sogni.
manubarahunda