Auguri
Purpetta!!!!!!!!
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te ...
Io sì, che avrò cura di te.
"Contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere."
Milan Kundera
E' una necessità, scriverti.
Un appuntamento importante, questo trasfondere nelle parole il mio sentire.
E' un viaggio che mi avvicina a te.
Distanze inconsistenti, ora.
Ora che conosco il tuo odore, la luce del tuo sguardo.
Ti ho guardato sai?
Ho scrutato i tuoi occhi nel momento in cui tu non sapevi che lo stavo facendo.
Eri lì , di fronte a me, e li ho guardati.
Ho fotografato la loro profondità.
Belli i tuoi occhi. Timidi i tuoi sorrisi.
Delicate le tue mani. Impenetrabili i tuoi pensieri.
Verrò da te, di nuovo. E scioglierò un altro nodo.
La meta non è stabilita, perchè non c'è , una meta.
Un percorso si, da camminare senza fretta.
Passeggiare dentro queste sensazioni, con passo lieve.
Mi parlerai di te, ho voglia di ascoltarti in silenzio,non l'abbiamo fatto ancora.
Non voglio sapere quel che sei stato, cos'hai fatto.
Voglio conoscere i tuoi desideri più intimi e reconditi, quelli dell'uomo che sei, ora.
Mi piace l'idea di assecondarli.
Amo scoprire , nelle cose che fai, le tue intime sensazioni, nascoste .
Forse sono solamente illusioni, ma mi cullano adesso, ed in esse voglio perdermi leggera.
All'improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno. Nel balenìo del lampo quella che avevo creduto essere una città era una radura deserta; e la luce sinistra che mi ha mostrato me stesso non ha rivelato nessun cielo sopra di essa. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo. Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me, senza essermi reincarnato.
Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno.
Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.
Penso in continuazione; ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù, sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è un maëlstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo: vorticano case, volti, libri, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo.
E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell'abisso; sono il nulla intorno a cui questo movimento gira, come fine a se stesso, con quel centro che esiste solo perchè ogni cerchio deve possedere un centro. Io, proprio io, sono il pozzo senza pareti ma con la resistenza delle pareti, il centro del tutto con il nulla intorno.
E in me è come se l'inferno ridesse, senza neppure l'umanità di diavoli che ridono, la follia starnazzante dell'universo morto, il cadavere girante dello spazio fisico, la fine di tutti i mondi che fluttua oscuramente al vento, disforme, fuori del tempo, senza un Dio che l'abbia creata, senza neppure se stessa che sta girando nelle tenebre delle tenebre, impossibile, unica, tutto.
Poter saper pensare! Poter saper sentire!
Ho voglia di gridare dentro la testa. Voglio fermare, schiacciare, rompere quell'impossibile disco di grammofono che suona dentro di me, in una casa altrui, torturatore intangibile. Voglio fermare l'anima affinchè essa prosegua da sola e mi lasci. Divento pazzo per il fatto di dover sentire. E finalmente io, nel mio cervello odiosamente sensibile, nella mia pelle accapponata, nei miei nervi a fior di pelle, sono i tasti suonati in scale; oh, orribile e personale pianoforte del nostro ricordo!
...Fernando Pessoa...
<< Caroline says, while biting her lip:
"Life is meant to be more than this
and this is a bum trip ">>
TERESAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!
A distanza di due anni il movimento ZAPpATISTA .... ritorna!!!
E il carnevale è vicino!!!!
Sto arrivandooooooooo!!!!!!!!!!!!! 
In principio era SMEMORANDA. Certo, una volta in un’agenda ci si poteva infilare di tutto: tappi di bottiglia, cicche masticate, cannucce, sigarette, pezzi di tegole, insomma tutto ciò che non è biodegradabile. Fino all’inevitabile esplosione del tutto. Oggi la mia anima è triste fino al corpo.
Tutto me stesso mi duole: la memoria, gli occhi e le braccia.
In tutto ciò che io sono c'è come una specie di reumatismo.
(Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares)