DAL NOSTRO CORRISPONDENTELONDRA - I giornali dell'Inghilterra spazzata dal vento e dalla pioggia di gennaio non hanno dubbi: «Ecco il miglior lavoro della terra, per 70mila euro di guadagno in sei mesi». In realtà, quello offerto dall'ente per il turismo australiano non è esattamente un impiego sulla terra, ma su una striscia di sabbia nella Great Barrier Reef, la grande barriera corallina. E Leggi ancora...
Tiger, tiger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame thy fearful symmetry?
In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare seize the fire?
And what shoulder and what art
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand and what dread feet?
What the hammer? what the chain?
In what furnace was thy brain?
What the anvil? What dread grasp
Dare its deadly terrors clasp?
When the stars threw down their spears,
And water'd heaven with their tears,
Did He smile His work to see?
Did He who made the lamb make thee?
Tiger, tiger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Dare frame thy fearful symmetry?
Tigre! Tigre! Ardente e Luminosa,
nella foresta della notte,
Quale immortale mano o occhio
potè dare forma alla tua terribile simmetria?
In quali lontanissimi cieli
bruciò il fuoco dei tuoi occhi?
Su quali ali osa egli librarsi?
Che cosa osa afferrare il fuoco?
E quale spalla, e quale braccio
riuscì a torcere le fibre del tuo cuore?
E, quando il tuo cuore iniziò a battere,
quale spaventosa mano, e quale spaventoso piede?
Quale il martello? E quali catene?
In quale fornace fu la tua mente?
Quale incudine? Quale terribile presa
osa afferrare il suo mortale terrore?
Quando le stelle lanciavano a terra i loro dardi
e inondarono il cielo con le loro lacrime
sorrise vedendo il suo lavoro?
Fu colui che fece l'agnello a fare te?
Tigre! Tigre! Ardente e Luminosa,
nella foresta della notte,
Quale immortale mano o occhio
potè dare forma alla tua terribile simmetria?
"Siamo acqua che scorre come dita sul foglio, anime nude in cerca di carne per vestirsi, parole senza una casa."
Diego Cugia
Credo che ricomincerò a scrivere qualcosa qui a partire da oggi...
Oggi mi gira così. Trasferimento ufficio effettuato. Che palle. E domani cosa succederà?
Mi manca il mio primo amore. Lo vorrei incontrare. Avevo solo 10 anni, o giù di li.
Non avrai altro Dio, all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare"
e forse io l'ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare"
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.




When you think the night
has seen your mind
that inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'cause I see you
I find it hard
to believe you don't know
the beauty you are
But if you don't
let me be your eyes
a hand to your darkness
so you won't be afraid
When you think the night
has seen your mind
that inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'cause I see you
Sarò il tuo specchio
Rifletterò quello che sei
Nel caso non lo sapessi
Sarò il vento, la pioggia e il tramonto
La luce alla tua porta
Per mostrare che sei in casa
Abbia visitato la tua mente
Che dentro sei confuso e abbruttito
Lascia che ti mostri che sei cieco
Tira giù le mani
Perché ti veda
Trovo difficile
Credere che tu non sappia
La bellezza che sei
Ma se non lo sai
Lascia che io sia i tuoi occhi
Una mano nel tuo buio
Perché tu non abbia paura
Abbia visitato la tua mente
Quando dentro sei confuso e abbruttito
Lascia che ti mostri che sei cieco
Tira giù le mani
Perché ti veda
Sarò il tuo specchio

